Solo macchie di colore?

IMG-20180906-WA0005

La prima volta che lo vidi fu al Twiggy, un locale di Varese ispirato a Twiggy Lawson, celebre modella che negli anni sessanta lanciò la minigonna. Mi trovai lì con degli amici per “bere una cosa” dopo esserci incontrati ad un meeting buddista.

Il nostro tavolo era quello vicino alla porta che ancora oggi conduce al bagno e all’uscita sul retro.

Francesco colpì subito la mia attenzione, anzi i suoi tatuaggi la colpirono; ne era ricoperto dalla testa ai piedi, letteralmente! Anche se vidi solo la testa e le mani, ne ero certa. Dilatatore ai lobi. “Classico di chi incontra quest’arte”, pensai con un tono altezzoso.

E non fu l’unico pensiero poco cordiale nei suoi confronti: ma ne avevo un motivo legittimo, mi raccontavo inconsciamente; Francesco era lì, allegro, in piedi vicino al nostro tavolo, la musica era ormai protagonista e tra le sue braccia Noah, il suo bimbo, “stravolto” pensai, e dormiente. Non era solo, c’era colei che immaginai essere la sua compagna e la mamma del bambino.

“Ma ti sembra l’ora di essere lì”, il mio pensiero successivo.

Qualcuno dei ragazzi che era con me lo conosceva. Pochi minuti dopo Francesco lasciò Noah alla compagna e si unì a noi. Non ricordo altro e non seppi altro, nemmeno che da lì, grazie a lui sarebbero cambiate diverse cose in me. 

Fra è un ragazzo riservato, altruista ma nel senso quello concreto del termine, quello che ti ospita a casa, ti offre ciò che ha seppur sia poco a volte, senza farti sentire a disagio, quello che ti presta il libro Diario Giovanile di cui è geloso;  è un ragazzo coraggioso, forte di fronte alle difficoltà, solare e sorridente, anche per quel suo accento umbro e il suo modo scherzoso di parlare. E sa essere serio e riflessivo al momento giusto, ammirandolo per la sua capacità di sostenerti quando nemmeno tu sapresti più cosa raccontarti.

Ed è un padre eccezionale. Con la sua bicicletta si sposta per le vie di Varese insieme a Noah. E’ il padre che ama visceralmente il suo bambino e che lo porta sempre con sé perché la sua vita è la loro vita, non c’è distinzione. Fra è quel genere di papà paziente, che si accovaccia, guarda negli occhi e ha l’umiltà di imparare di fronte alle spiazzanti verità di un bambino.

E’ la persona che mi ha donato un grande insegnamento senza dire una parola, solo con la sua stessa vita e senza mai un vanto: quello di non fermarmi davanti alle apparenze ma di guardare “oltre”… oltre i tatuaggi e i dilatatori. Di non fermarmi al pensiero critico di un ego impaurito, di aprire il mio cuore alla fiducia dell’altro, tanto da lasciargli guidare la MIA nuova Skoda Fabia , in autostrada quando ancora non l’aveva mai fatto.

Con quella euforia mista ad adrenalina che ci ha fatto ridere ed abbracciare come bambini una volta arrivati a destinazione e scesi dalla macchina.

Non ci vediamo spesso con Fra, ma so che ogni tanto ci ritroviamo sullo stesso cammino.

Se mi fossi fermata ai tatuaggi avrei visto solamente delle macchie di colore su un corpo umano e questa storia non sarebbe nemmeno mai cominciata.

 

 

Autore: Serena

Amo ascoltare le storie delle persone e tradurre in parole le emozioni che nascono.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.